Prendo spunto dalla presenza nella
galleria fotografica del piccolo
Afghan di recentissima manifattura con impianto a preghiera: un manufatto che considero veramente gradevole e che consiglierei ad un neofita tra i primi pezzi per allestire una collezione.
Chi si appassiona al mondo del tappeto tende col tempo a fare una distinzione tra tappeto d'arte, solitamente antico, e tappeto recente, annodato a mano, ma ripetitivo e riprodotto magari in numerosi esemplari di formati e colori diversi.
Personalmente, soprattutto dopo la lettura di "Oriental rugs today" di Emmett Eiland, ho preso a considerare il mondo della recente manifattura con occhi diversi, distinguendo al suo interno due settori dal valore completamente diverso: quello degli scadenti dozzinali, penso a certa manifattura indiana, pakistana e cinese;
e quello degli artigianali di elevata qualità o che ripropongono o reinterpretano la tradizione del tappeto artistico e alludo a certi extrafini persiani e turchi, di grande prestigio e di nicchia, o a manifatture come Woven Legend (per fare un nome) che ci danno tappeti di grandissimo fascino anche se moderni.
Il piccolo
Afghan Ushak di cui sopra è secondo me proprio all'interno di quest'ultimo filone.